venerdì 31 maggio 2019

Memoria in Platone e Aristotele

I primi filosofi a parlare di memoria

Stanza della segnatura - particolare della Scuola di Atene
Nel corso del tempo, nel mondo occidentale, la memoria ha avuto diversi sviluppi.Uno dei primi a parlarne è stato senz'altro Platone, il quale considerava le sensazioni uno stimolo per l’anima che riesce così a ricordare le idee intuite nell’iperuranio (il mondo delle idee innate) e a riconoscere i vari enti.
"Tali sensazioni rimangono impresse nell’anima sotto forma di immagine, così come la cera conserva l’impronta del sigillo" (Platone,"Teeteto" - 191d). 


Nel "De Memoria" di Aristotele, invece, il processo di memorizzazione è visto come l’effetto scaturito dall’azione di un ente esterno sul corpo, effetto che viene quindi trasferito all’anima che tradurrà in atto ciò che il ricordo era in potenza. 
Con la memoria tornano spontaneamente alla mente le cose del passato, con la reminiscenza cerchiamo di ricordare coscientemente un pezzo che era stato dimenticato. 
«Quindi, la reminiscenza ha un aspetto di consapevolezza che nella memoria è in qualche modo assente.» (Paolo Rossi, "Memoria e reminiscenza")


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